Anche se la situazione epidemica sta sensibilmente migliorando, è evidente che non bisogna abbassare la guardia, per cui si richiede ancora molta prudenza da parte di tutti noi.
Sono ancora tante le domande dei genitori, e non solo, su come gestire l’aspetto emotivo, psicologico e sociale dei bambini e dei ragazzi.
E’ fondamentale, innanzitutto, reperire informazioni ufficiali per non cadere nelle cosiddette fake news. Il Ministero della Salute è la fonte autorevole e principale da seguire, e insieme a questo gli aggiornamenti delle ASL, degli ospedali e degli altri Ministeri.
Nessuno deve restare indietro a causa dell’emergenza Coronavirus, “in primis” le categorie cosiddette “fragili”, ossia gli anziani e i bambini, e in tale direzione si muovono le Autorità sanitarie e politiche.
In questo articolo mi soffermerò sui bambini, ai quali è stato fondamentale dare una risposta organica all’emergenza sociale ed educativa, fornendo un “supporto educativo”, tramite attività di sostegno alla didattica a distanza, con consegna di tablet e connessioni alle famiglie meno abbienti, tutoraggio per le attività didattiche e “supporto materiale”a chi versa in condizioni di particolari difficoltà economiche, distribuendo buoni spesa e fornendo prodotti per la prima infanzia. E’ stato attivato, altresì, un “supporto psicosociale”, per assicurare un sostegno specialistico ai bambini, alle famiglie e alle scuole, in particolar modo a quelle maggiormente colpite dall’emergenza. In quest’ultimi giorni di lezione bambini e ragazzi sono tornati tra i banchi“, in presenza”, per cui le difficoltà di alunni e famiglie si sono ridotte sensibilmente.
Speriamo per sempre, e che non ci sia una terza ondata!
Come ne è stato parlato ai bambini, come è stato spiegato loro che in tali circostanze critiche, tuo padre, tua madre e tuo fratello non possono aiutarti, come in altre emergenze, perché rappresentano un potenziale vettore di contagio?
Un valido qualificato aiuto è stato dato ai genitori da Massimo Ammaniti, neuropsichiatra infantile, che indaga i meccanismi psicologici e le emozioni degli individui, con particolare attenzione ai più piccoli. Al noto psicanalista, docente alla Sapienza di Roma, specializzato nell’età evolutiva, sono state poste una serie di domande in una interessante intervista, di alcuni mesi fa, da parte del giornalista e scrittore Emanuele Coen, alle quali ha risposto esaurientemente in un linguaggio semplice ed accessibile a tutti.
Al Professore, cui veniva chiesto come reagiscono i suoi pazienti in questi giorni, egli rispondeva che vivono questa emergenza con grande ansia, bisognosi di un sostegno ancor più di prima.
I bambini non vanno a scuola, restano a casa, non vedono i compagni, si rendono conto che la loro vita è cambiata in maniera sostanziale; i più piccoli non svolgono le loro normali attività, mentre fino a poco tempo fa avevano le giornate piene di impegni tra scuola, sport e festicciole.
In questa condizione nuova, inedita, prosegue Ammaniti, i genitori devono spiegare ai figli che esiste il pericolo di prendere una malattia, come un’influenza, che si trasmette dall’uno all’altro; i rischi maggiori li corrono i genitori e i nonni, per cui è opportuno non frequentarsi, per scongiurare il contagio. Il nostro Professore invita, poi, i genitori a non salire in cattedra per fare una lezione sul Coronavirus, ma ad illustrare i temi con semplicità, per mitigare ansie e preoccupazioni. E poiché le informazioni sull’emergenza non circolano solo in famiglia, ma vengono rilanciate di continuo da telegiornali, radio, social, è assolutamente necessario proteggere i minori da questo bombardamento.
Alla domanda, se è possibile esorcizzare il pericolo, che potrebbe venire dai fratelli maggiori, adolescenti, portati ad essere più spavaldi e a sfidare le regole, Ammaniti suggerisce la lettura delle favole, che aiutano ad attenuare le paure dei più piccoli. E poiché i bambini già lo fanno naturalmente, “…occorre che i grandi stimolino questo tipo di narrazione. Quando diventeranno più grandi rielaboreranno questi temi anche in chiave fantastica”.
Come dicevo, per fortuna, la situazione epidemiologica è molto migliorata, come si evince chiaramente dal tasso di positività che scende e con esso il numero dei decessi.
Ma non cantiamo vittoria!
La “ricaduta” dello scorso anno ci insegna ad essere ancora cauti e ponderati nei comportamenti, osservando attentamente le prescrizioni impartite dalle Autorità sanitarie e politiche competenti, in primo luogo quelle dettate dal Ministero della Salute.
Le vaccinazioni di massa hanno ridotto significativamente la corsa del Covid, ma la pandemia non è stata ancora sconfitta. Ce lo ricorda di tanto in tanto il nostro Presidente Mattarella, che ribadisce: “Siamo sulla buona strada, ma non ancora al traguardo”.
Il suo equilibrio e la sua sagacia ci siano di monito e di ammaestramento!
Gino Tino







