Nel titolo c’è l’o scopo di questo articolo cioè fare sintesi dei risultati della rete trapianti in Italia e nella nostra regione che, in un periodo cosi complicato per l’intera popolazione con tutte la forme di restrizione lockdown, zona gialla, zona rossa, verificare la tenuta della rete trapianti in Italia e nella nostra Regione in particolare. Alcuni dati significativi: la Toscana risulta al primo posto con 43 donatori per milione di abitanti (pmp), la crescita del Piemonte che passa da 30,4 a 32,8 donatori (pmp) e dato incoraggiante quello della Sicilia che passa da 8 a 9,2 donatori (pmp). Nonostante questi dati particolari purtroppo nel complesso il quadro emerso evidenzia che il numero totale dei potenziali donatori si è ridotto del 11,5% circa (2776 donatori segnalati nel 2019, ridotti a 2447 nel 2020) la motivazione più forte del calo è da correlare alla saturazione delle rianimazioni causata dai ricoveri obbligati dei pazienti affetti da COVID 19 che hanno necessitato di cure rianimatorie intensive. Occorre ricordare che il potenziale donatore è un paziente deceduto in rianimazione per morte cerebrale, ecco perché sono diminuiti i prelievi di organo. Un altro dato significativo collegato al periodo pandemico ed alle restrizioni conseguenti è stato il calo delle donazioni da vivente (da 363 nel 2019 a 295 nel 2020), che come sappiamo possono avvenire solo tra consanguinei e soltanto per trapianto di rene o in casi particolari per trapianto di porzione di fegato. Un altro elemento che ha risentito della crisi pandemica è quello relativo al numero dei cittadini che hanno espresso la loro volontà positiva o negativa alla donazione degli organi post mortem, che si è ridotto vuoi per la chiusura degli uffici anagrafe dei Comuni, vuoi per la proroga stabilita dal governo in corso di pandemia per cui la scadenza della carta di identità è stata rinviata fino al termine del periodo di emergenza COVID. Alcuni numeri: nel 2019 sono state oltre 2.400.000 le dichiarazioni, nel 2020 invece sono diminuite ad 1.970.000; ad oggi nel sistema trapianti sono registrati 9 milioni di cittadini e ben 6,5 milioni sono i consensi, ma purtroppo nel 2020 sono aumentate le opposizioni passate dal 32% del 2019 al 33,5% dello scorso anno. L’analisi demografica dei cittadini che si oppongono evidenzia che il diniego è presente soprattutto tra gli over 60 (35,2% nella fascia tra 60-70 anni al 63,6% tra gli ultra ottantenni), un dato che ci fa ben sperare per il futuro è che nella fascia tra 30-40 anni registriamo un75% di favorevoli alla donazione degli organi, e volendo fare una ulteriore classificazione, sono sempre le donne le più generose infatti l’opposizione è del 29% rispetto al 32% degli uomini.
Rispetto ai dati generali la nostra regione è in linea con il dato nazionale per quanto riguarda il numero di donatori segnalati e quindi di trapianti effettuati (8,3 pmp), mentre in merito alle opposizioni alla donazione espresse in rianimazione si rileva una sensibile diminuzione passando al 41,3% dello scorso anno rispetto al 48,8% del 2019.
Tutto quanto fin ora scritto testimonia che si è riusciti a contenere la diminuzione del numero dei trapianti ed in alcuni casi ad aumentare quello relativo al numero dei donatori per milione di abitanti (pmp). Insomma la rete trapianti ha retto bene all’impatto con questa pandemia sia in termini di numero di trapianti ma soprattutto perché in Italia nel mese di agosto scorso è stato realizzato il primo trapianto italiano di utero, realizzato con successo a Catania. Si è trattato di uno dei molti successi che hanno segnato il 2020 della trapiantologia italiana, insieme al primo trapianto di polmoni su un paziente Covid effettuato in Europa (a maggio u.s. al Policlinico di Milano) e ai primi trapianti al mondo di fegato da donatori a pazienti positivi al coronavirus, avviati grazie a un protocollo varato dal Cnt a dicembre e già arrivati a quota 8.
A questo punto volendo arrivare ad una conclusione si potrebbe partire da un paradosso come è possibile che in una nazione che ha un sistema trapianti di altissima efficienza in tutte le sue componenti, si registra una opposizione cosi elevata ?
La risposta è che verosimilmente vengono destinate poche risorse economiche per progetti e/o programmi per l’incremento della sensibilizzazione alla cultura della donazione da parte dei cittadini, cosi da abbattere il numero delle opposizioni alla donazione raccolte al rinnovo delle carte d’identità, questo dato rischia di essere insostenibile sul lungo periodo ed è tempo di affrontare strutturalmente il problema rafforzando soprattutto l’informazione.
A tal proposito il nostro presidente Dott. Michele Iannitti ha voluto in modo deciso e determinato che il Rotary Club Alto Casertano Piedimonte Matese si facesse promotore e capofila del Progetto Distrettuale, insieme agli altri Club della Provincia di Caserta, “Immagini Parole e Musica per un Dono…la vita nelle tue mani” sul tema della sensibilizzazione alla donazione di organi tessuti e cellule, in particolare lo scopo è di implementare il numero degli iscritti nella banca nazionale dei donatori di midollo osseo, di tutto vi parleremo nel prossimo numero.
“Sine donante non trasplante”, senza donazione non c’è trapianto, soltanto con un atto di amore gratuito si può immaginare di ridare la speranza ai 9000 cittadini in attesa di trapianto che possiamo considerare come dei malati invisibili, che in silenzio soffrono ed aspettano un raggio di luce che illumini la loro vita perché per loro sopravvivere non deve bastare.
Guglielmo Venditti







