Il nostro Club ha promosso con successo, durante l’anno rotariano ormai al traguardo, l’iniziativa delle “Domeniche della Salute”, intervenendo in questo modo in un campo cruciale, quello della salute appunto, connesso alla sanità e, dunque, al territorio, ma anche all’assistenza, alla efficienza delle prestazioni mediche e sanitarie. Il pool dei nostri soci in camice bianco ha dato prova di grande valenza, di grande dedizione e, naturalmente, di grande spirito rotariano perché il servizio reso ai cittadini è stato, in questo caso, davvero ispirato a quella che è la “ragione sociale” del nostro Club in quanto appartenente alla grande famiglia rotariana mondiale. Quindi il nostro plauso va, in particolare, ai soci Pasquale Simonelli, Attilio Costarella, Alfonso Marra, Guglielmo Venditti, Giovanni Di Tommaso. Fatta la dovuta premessa, è importante sottolineare alcuni aspetti connessi al successo di questa iniziativa, primo fra tutti la massiccia partecipazione dei cittadini. Il dato si lega a filo doppio a due fattori determinanti: la peculiarità territoriale e quella demografica e, in particolar modo, anagrafica. Due casi emblematici sono quelli di Valle Agricola e di Fontegreca: in quest’ultimo comune, su 700 residenti appena, ha partecipato una percentuale altissima di cittadini con punte di 140 prestazioni angiologiche. Lo stesso riscontro si è avuto a Valle Agricola. Alcuni dei nostri soci medici hanno ritenuto persino necessario tornare sul luogo il giorno dopo, per garantire ulteriori prestazioni specialistiche alla popolazione residente. Certo, molto va ascritto, evidentemente, alla buona opera di sensibilizzazione svolta dalle amministrazioni comunali coinvolte. Ma il dato così eloquente non può non aprire per noi rotariani, che abbiamo consacrato la nostra vita al servizio, riflessioni di grande portata sul nostro territorio di riferimento: la popolazione residente nei piccoli comuni del comprensorio manifesta il bisogno esplicito di una assistenza socio sanitaria più capillare. Delle due l’una: o si assicurano ai cittadini dei comuni montani servizi efficienti in loco, o gli si assicura un collegamento effettivo con le località ove le prestazioni possano essere garantite. Un territorio come il Matese, come l’Alto Casertano, merita una riflessione costante e continua sul tema sanitario: popolazione di fasce anagrafiche alte, precarietà dei collegamenti, viabilità non ottimale, distanze spesso eccessive. Il nostro Rotary ha sperimentato sul campo la quantità e la qualità della domanda di prestazioni sanitarie: è andato in trincea, trasformandosi in presìdio sanitario mobile, una sorta di guardia medica itinerante che è stata letteralmente presa d’assalto da utenti desiderosi di aderire con convinzione al significato della prevenzione. Come non condividere il loro punto di vista? Ecco perché il nostro “service” può e deve ampliare ancor di più il proprio orizzonte, andando persino oltre la trincea del territorio, come è accaduto brillantemente a Valle Agricola e Fontegreca, e divulgando, quindi, le riflessioni sul retroscena di quanto si è vissuto, snocciolando cifre, evidenziando criticità, proponendo correttivi e, ovviamente, sviluppando ulteriori azioni di service che, sul piano sanitario, così come su quello dell’istruzione, troveranno sempre sul nostro territorio un potenziale fabbisogno che attende con grande speranza l’intervento illuminante, competente, professionale e umano del “servire”. L’anno rotariano che sta per concludersi è stato caratterizzato da un attento focus sul territorio e non soltanto sul tema della salute: la presidenza Marzano ha colto da subito l’importanza del dato territoriale declinandolo, attraverso le diverse azioni realizzate, nella cultura, nella storia, nel sociale, nel dato economico, sanitario, antropologico. Ne è emerso un cospicuo patrimonio di informazioni e di conoscenze acquisito alla nostra storia di club, che sarebbe utile, anche negli anni a venire, custodire in un vero e proprio archivio, un nostro comune “database”: nella memoria c’è sempre la lente più adatta alla lettura del presente. Teniamolo a mente, sempre!
Gianfrancesco D’Andrea







