La ruota come emblema del Rotary Club, esiste più o meno da quando esiste il rotary, ma ha visto la sua più importante evoluzione nei primi quindici anni dell’Associazione. Il progetto iniziale fu creato dall’incisore e socio del Rotary Club di Chicago Montagne Bear nel 1905. Bear ideò una ruota calesse con tredici raggi. Questa idea incontrò l’approvazione di Paul P. Harris e degli altri soci fondatori.
La scelta della ruota, come simbolo, sembrava naturale per un club che si autodefiniva Rotary Club. Tuttavia, dopo poco tempo, i soci cominciarono a criticare questo simbolo, che trovavano troppo statico e senza vita.
Bear cercò di ovviare al problema aggiungendo una coltre di nuvole sotto la ruota. Tuttavia, la soluzione non piacque perché le nuvole sembravano piuttosto polvere, oltre a non rispettare le regole della fisica, in quanto questa polvere si trovava sia prima che dopo il passaggio della ruota. L’incisore riprovò con l’aggiunta sotto la ruota di un nastro decorativo con la scritta Rotary Club. Era il 1910 e questo emblema sopravvisse per alcuni anni.
Dal 1910 in poi il Rotary si espanse oltre la città di Chicago, infatti si contavano sedici club che costituirono l’Associazione Nazionale dei Club Rotary. Ogni club cominciò ad ideare un proprio emblema, sulla base del motivo della ruota di calesse creato da Bear, ma inserendo elementi diversificati e con riferimenti storici e particolarità locali.
La nascente Associazione Internazionale dei Club si rese conto che occorreva darsi un emblema standardizzato e ufficiale che potesse essere adottato da tutti i Club. Fu costituita quindi una “Commissione per l’emblema”, che doveva scegliere tra le proposte che sarebbero state presentate alla Convention 1912 di Duluth nel Minnesota.
Cominciò a prendere forma la nuova ruota del Rotary, soprattutto per l’idea del club della Pennsylvania, che aggiunse l’elemento dentato alla ruota (ingranaggio meccanico) per evidenziare la forte crescita industriale. Si individuarono anche delle specifiche caratteristiche della ruota. Nonostante ciò i singoli club continuarono a creare versioni proprie, diverse da quella standard decisa a Duluth.
Alcune fonti asseriscono che fino al 1920 esistevano ben 57 diverse versioni di ruote registrate. Per ovviare a tuto ciò e per rispondere alle critiche che continuavano ad arrivare circa la funzionalità della ruota del simbolo cosi come disegnato, Forker suggerì di inserire “la sede della chiavetta” nel mozzo per fare della nuova ruota un “elemento attivo” Le specifiche ufficiali della nuova ruota furono approvate dal Board del RI nel mese di gennaio del 1924, e la nuova ruota, i cui colori ufficiali sono il blu reale e l’oro, da allora è rimasta immutata. Essa è una ruota dentata a venticinque denti e sei raggi, al cui interno è riportata la scritta Rotary International.
Simbolismo. Sul piano dei segni la ruota rappresenta un organismo complesso, caratterizzato da una forte sinergia interna che ambisce ad una interazione fattiva con la realtà sociale e che mostra un dichiarato interesse per l’apparato produttivo.
Sul piano dei simboli, il significato della ruota rotariana è più sfuggente ma certamente più profondo perché essa è un simbolo antichissimo. L’invenzione della ruota, al di là del geniale simbolo tecnologico, fu un gigantesco balzo della cultura umana; dentro la sua immagine è scritta la vocazione culturale dell’uomo. Dentro l’immagine della ruota dentata sta scritta l’abilità operativa dell’uomo e la sua capacità d’azione, intesa come specifica attitudine a dare concretezza a ciò che, diversamente, rimarrebbe pura astrazione.
La ruota simbolizza cioè la capacità umana di fare accedere al reale ciò che è ideale.
E nel momento stesso in cui la ruota allude al cerchio ed esalta il movimento e l’azione, simbolizza anche i cicli, aspetto caratteristico della vita rotariana.
In tutto questo i raggi della ruota, che consentono la trasmissione energetica dal mozzo alla circonferenza, rappresentano il significato simbolico della emanazione di un’idea, il manifestarsi di un ideale, l’irraggiarsi di una filosofia, l’espandersi di una cultura. La simbologia della ruota si estrinseca anche nei colori scelti.
Il blu esprime la tensione verso uno stato di armonia e di confluenza in un tutto più ampio, che avvolge e contiene, come la volta turchina del cielo; il blu è il colore più consono alle aspirazioni di globalità, di totalità e di unità. Questo colore coniuga la vocazione planetaria espressa nel simbolismo della ruota con il sentimento di appartenenza, di compartecipazione e di interazione. L’oro è il metallo assunto infinite volte a segno di valore. Nel sommerso linguaggio del simbolismo il cuore giallo oro dell’emblema rotariano dialoga con la perfezione del cerchio, umanamente imperfetto nella forma della ruota. In quanto metallo perfetto, l’oro allude alla possibilità di un’autoattuazione sempre maggiore, all’inestinguibile possibilità di perfezionare se stessi. La tensione ideale alla perfezione, espressa dall’oro, viene intesa come impegno a realizzare le potenzialità personali ai massimi livelli.
Giacomo Russo







